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Rimini Startup

L’America è vicina? La storia di Giancarlo e Concetta

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A maggio 2014 ci siamo trasferiti in America. Ciò che era iniziato come un’ avventura si è subito trasformato in una scelta di vita, per la quale abbiamo combattuto e vinto. Siamo Concetta e Giancarlo, una biologa e un ingegnere come tanti in Italia. Vogliamo raccontare la nostra esperienza, ciò che abbiamo appreso dagli Americani e ciò che vorremmo ci fosse nella società  italiana oggi. E soprattutto, vogliamo permettere agli italiani di accedere a un mondo più ricco, condividendo tutto quello che abbiamo imparato, sul sito OttenereLaGreenCard.com .

Abbiamo tantissimo da dire, e ti invitiamo a leggere tutto l’ articolo, ma vogliamo essere sicuri che non ti sfugga questo risultato che puoi ottenere subito: sapere se hai quello che serve per ottenere la Green Card attraverso il tuo lavoro o la tua startup. In questa pagina, nell’ultima sezione, troverai il link del test Qual è la tua strada per la Green Card? Non c’è bisogno della tua email per ottenere i risultati. Buona lettura!

  1. La nostra storia
  2. Gli aspetti positivi degli americani e della società  americana
  3. Un mondo più ricco, in due step
  4. I falsi miti che ci influenzano
  5. Valuta le tue possibilità  per la Green Card

Qual é la tua strada per la Green Card?

Scoprila ora!

La nostra storia

Inizia con un contratto di ricerca di un anno per mia moglie Concetta presso la UCLA, e con esso il visto anch’esso di un solo anno. Fresco di diploma di dottore di ricerca, seguo mia moglie entusiasta! In 10 giorni dal nostro arrivo ottengo il primo contatto importante di lavoro. Di lì a breve l’ assunzione come Senior Design Engineer.

Quasi subito il mio capo mi chiede di applicare per la Green Card, consigliandomi il suo avvocato dell’immigrazione. La Green Card è un requisito fondamentale per accedere a posizioni di maggior responsabilità , e avrebbe eliminato l’incombenza dello scadere del nostro visto.

Non abbiamo esitato un attimo ad afferrare questa opportunità : dopo solo pochi mesi a Los Angeles eravamo già convinti che fosse il posto giusto per far decollare le nostre carriere. Un esempio su tutti: le offerte di lavoro nel mio settore nella sola Los Angeles erano più numerose che nell’intera Europa!

Iniziamo la procedura consigliata dall’avvocato, che si rivela molto difficile. Oltre alle tante scartoffie, dovevo scrivere molte lettere di supporto da far firmare a colleghi e professori. Inoltre, l’applicazione doveva dimostrare il bisogno oggettivo da parte degli USA di avere proprio me come lavoratore e residente permanente. La stesura di tale documento era compito dell’avvocato.

La scadenza del visto si avvicinava. Entrando sempre più nel merito del caso, ci rendevamo conto di quanto fosse difficile da vincere, ma confidavamo nelle capacità  dell’avvocato. Purtroppo, la nostra disperazione esplode nel momento in cui ci presenta un lavoro raffazzonato e inaccettabile. Avremmo perso di sicuro! Tempo, soldi e speranze buttati nel tritarifiuti.

Licenziamo l’avvocato e ne contattiamo altri, i quali però si rifiutano di aiutarci data la difficoltà  del caso. C’era una sola cosa da fare: rimboccarsi le maniche. Scrivo a molti altri esperti del mio settore e ne ottengo il supporto, nonostante non li conoscessi direttamente né avessi mai collaborato con loro. Nel frattempo, Io e Concetta passiamo un anno e mezzo a studiare leggi di immigrazione e letteratura giuridica, per sviscerare ogni singolo cavillo.

Nel giugno 2016 finalmente la grande notizia: il nostro caso era stato approvato! Ce l’abbiamo fatta interamente da soli, diventando nel frattempo noi stessi una sorta di avvocati, di sicuro espertissimi nella nostra nicchia.

La tenacia nel superare queste enormi difficoltà  sono indice del valore di ciò che abbiamo trovato e fatto nostro in America. Se abbiamo perseverato non è stato per uno spirito da Don Quijote, ma per tenere stretto a noi il sistema e la mentalità americani, che avevamo capito essere vitali per il nostro benessere.

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Gli aspetti positivi degli americani e della società americana

Probabilmente la domanda che ascoltiamo più spesso da amici e conoscenti è “Com’è l’America?” C’è talmente tanto da dire che raramente ci ripetiamo. Ci soffermeremo sulle caratteristiche positive, quelle che più spiccano in contrapposizione alla realtà  italiana di cui soffre la nostra generazione.

Dedizione e Passione

Una delle cose più evidenti è il riconoscimento della dedizione e della passione che si mette nel proprio lavoro. In America si premia chi mostra queste qualità  in maniera concreta: aumenti di stipendio, scatti di carriera, a cadenza annuale o più frequente ancora. Per esempio, io mi sono immerso subito tantissimo nel mio primo lavoro, e ho ottenuto un aumento del 30% (quasi $1000 netti in più al mese) dopo soli tre mesi dall’assunzione.

Per chi ha dei propri progetti, idee e ambizioni, il valore riconosciuto alla dedizione e alla passione fa sì che ci si senta immersi in un clima collaborativo e stimolante. Famiglia, amici e colleghi credono insieme a te che ciò che vuoi esprimere sia una effettiva possibilità , piuttosto che un’utopia. E’ come avere un coro di sostenitori che ti spingono a mettere in pratica, eseguire e realizzare ciò che di unico vedono in te.

Parole come “ma chi te lo fa fare” sono vietate nel vocabolario americano.

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Meritocrazia

La meritocrazia è il motore primario dell’ avanzamento di carriera in università  o azienda. Le aziende hanno fretta di riconoscere al lavoratore i suoi meriti. Altrimenti, questo ne trova subito un’altra di azienda che lo premia con un livello o una retribuzione più alti! Il merito personale è molto più importante del network di conoscenze, che assume il ruolo secondario di mezzo per promuoversi. Ecco, il network porta persone meritevoli là  dove sono più di impatto sul benessere di un’azienda, un cliente o un collega imprenditore.

La differenza più eclatante è che spesso in Italia vige il “gioco a somma zero”, dove il successo del prossimo viene visto come fallimento proprio. In maniera particolarmente perversa, questo è vero soprattutto tra manager e sottoposto. Gli esempi abbondano: il professore, che ha impiegato vent’anni per diventare associato, rallenta il proprio allievo per sfogare il senso di ingiustizia che ha percepito negli anni passati. Il manager, che ha raggiunto posizioni di comando perché è figlio di o è preferito di e non perché realmente capace, non riconosce il valore dei suoi sottoposti in alcun modo, poiché teme che così facendo possa palesarsi agli occhi degli altri la propria incapacità e quindi immeritata posizione di supremazia. Tutto ciò favorisce un senso generalizzato di frustrazione, rabbia, insoddisfazione e mancanza di riconoscimento del proprio valore.

Gli americani preferiscono invece il gioco win-win, dove c’è spazio per chiunque. Se ciascuno fa bene il proprio lavoro tutti ne guadagnano. È una concorrenza sana e stimolante.

Creatività , esecuzione e condivisione delle idee

L’ innovazione è alla base del progresso. L’ America ha fatto di questa verità  globale un motto nazionale. Ingegno e creatività , intesa come approccio innovativo ai problemi, sono qualità  ricercate e coltivate. In USA si premia soprattutto l’esecuzione delle proprie idee, il portarle avanti fino al termine, tanto le idee in sè non mancano mai. L’ intraprendenza, il coraggio e la resilienza di un team sono invece il fulcro.

E’ per questo che le persone preferiscono parlare delle proprie idee e aprire la porta a un input benefico, anzichè tenerle nascoste e rischiare di fallire. Chi ascolta l’idea pensa queste parole: Se Tizio ha avuto l’idea X, allora è la persona migliore per portarla avanti. Non mi conviene fare da me questa cosa. E’ meglio che metta soldi, esperienza, o consulenza e diventare socio o partner. In questa maniera ciascuno contribuisce con i suoi punti di forza e tutti ne traggono vantaggio. C’è spazio per tutti, ma soprattutto c’è successo per tutti.

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Un mondo più ricco, in due step

L’ America non è lontana né irraggiungibile. Punto primo, te ne puoi ricavare un pezzetto anche in Italia, nel tuo ambiente, ovunque tu sia. Molti dei principi secondo i quali gli americani vivono possono giovare ed essere integrati nella nostra vita. Tutti possiamo diffondere infatti una nuova visione e un modo rinnovato di concepire il lavoro e la collaborazione, a patto di riconoscere ciò che occorre migliorare in noi stessi in primis.

Punto secondo, per quanti desiderano andare a vivere e lavorare in USA, possiamo dire per esperienza che volere è potere. Basta sapere come fare. Nell’ultima sezione di questo articolo, troverai un link a uno strumento per valutare le tue possibilità di ottenere la Green Card in base ai tuoi risultati professionali.

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I falsi miti che ci influenzano

Trasferirsi in un altro paese, anche solo temporaneamente, è un passo non semplice. Non lo è stato neanche per noi. Accanto alle difficoltà  reali ci sono però spesso false convinzioni che ci scoraggiano dallo scoprire quali sono le nostre effettive possibilità .

Ad esempio, in Italia si è stabilita l’ idea che fare carriera significa accumulare anzianità  e aspettare il proprio turno, in azienda ma soprattutto in università . Secondo questa logica, cambiare paese significa dover ricominciare la carriera da zero. Altrove, specie nei paesi anglosassoni, tale concetto non esiste. L’ unica cosa che vale sono i propri risultati e capacità  professionali. Ma attenzione, perchè in molti ambienti italiani, specie in quello accademico, si subisce una forma di mobbing per cui si viene convinti di non avere nessun risultato e di essere completamente rimpiazzabili. Non cadere in questa trappola.

Altra convinzione pericolosa è che oltre una certa età  non è più possibile o non conviene più andare all’estero. A parte essere semplicemente falso, dopo i 30 anni si ha un bagaglio di carriera ed esperienza veramente molto appetibile in azienda o università . Non esiste nemmeno reale problema per imparare le lingue. Né l’ età , né le barriere linguistiche possono essere prese a giustificazione per l’ inazione.

In base alla nostra esperienza, ci sentiamo di dire di non sentirsi intimoriti dall’incertezza o dalla paura di non essere all’altezza: sono storie che ci raccontiamo per non farci le domande che realmente possono aiutarci a cambiare il corso delle nostre vite: Sono felice di quello che sto facendo? Sto sfruttando tutte le mie possibilità? Per ottenere promozioni o riconoscimenti basta il mio lavoro o devo rientrare nelle grazie di qualcuno? Mi sta bene tutto questo?.

Spesso non ci si ferma a fare una somma della nostra vita per evitare di vedere qualcosa che non ci piace. In realtà  l’immobilismo e il non volersi raccontare la verità  sono le uniche cose da temere.

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Valuta le tue possibilità  per la Green Card

Spesso chi fa startup o vuole più libertà di far carriera si chiede cosa serve per poter andare a vivere in America. Il vincolo maggiore è il visto. Come turista non serve, basta fare la ESTA. Ma per trasferirsi in USA ed essere autorizzati a lavorare come professionista o presso la propria stessa azienda serve il giusto visto. Inoltre, i visti sono in genere temporanei e sempre legati ad uno specifico datore di lavoro o situazione. Insomma, qual è la migliore maniera per trasferirsi in USA senza rischiare di essere rispediti a casa?

La Green Card è il permesso di residenza permanente e da  totale libertà  di lavorare per chiunque si voglia, ovviamente anche in proprio. Una volta ottenuta, dopo 5 anni si può applicare per la cittadinanza americana: passaporto, diritto al voto e tutto il pacchetto. Per questo è molto ambita, e i criteri per accedervi sono molto selettivi. Sul nostro sito OttenereLaGreenCard.com descriviamo tutte le strade per averla attraverso il proprio lavoro e i propri risultati professionali.

Abbiamo parlato molto di meritocrazia in questo articolo. La cosa straordinaria degli USA è che persino la Green Card si può ottenere a seguito di grandi risultati professionali, artistici o di creazione d’ impresa. Già , i fondatori di startup sono dei grandi favoriti e hanno davanti a loro uno dei mezzi più efficaci per trasferirsi in USA senza che un datore di lavoro li convochi a gran costo.

Io a seguito del mio dottorato e dei miei risultati scientifici ho percorso una strada molto simile e so esattamente come indirizzare chi è interessato a fare la stessa strada. Con l’aiuto di mia moglie Concetta e un anno e mezzo di studio delle leggi di immigrazione americane, ho saputo valorizzare i miei risultati e li ho interpretati con successo per ottenere la nostra Green Card. Quello che abbiamo appreso lo vogliamo rendere disponibile ai tanti altri Italiani con molto talento e grandi risultati.

Qui sotto trovi il link al test Qual è la tua strada per la Green Card?, uno strumento che attraverso 9 domande fa una prima scrematura dei casi e ti indica una strada che potresti percorrere per ottenere la Green Card. Non c’è bisogno della tua email per completarlo, ed è ovviamente gratuito. Qualsiasi risultato tu ottenga, ricorda che puoi scriverci a info@ottenerelagreencard.com per farci tutte le domande che vuoi.

Qual è la tua strada per la Green Card?

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Per completezza, voglio inoltre segnalare un altro strumento più generale ma meno approfondito sui temi della Green Card, fornito dal Department of State americano. Include anche tutte le casistiche dei visti temporanei ma non considera molti dei parametri del proprio profilo professionale che potrebbero risultare decisivi per una candidatura alla Green Card

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